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NOTIZIE

La scelta del 4 dicembre come data per il referendum non favorisce né il Sì né il No. Essa risponde a due esigenze fondamentali che tutti dovremmo fare nostre. Anzitutto, consentire il massimo lasso di tempo possibile per informare gli elettori e diffondere il più possibile i contenuti della riforma su cui saranno chiamati a esprimersi. In secondo luogo, arrivare all’appuntamento referendario avendo messo in piena sicurezza...

Uno dei punti più importanti e innovativi della riforma costituzionale è, sicuramente, l’eliminazione di quello che viene definito bicameralismo “paritario”. La materia è complessa, andiamo con ordine. Spesse volte il sistema viene definito anche “perfetto”, sebbene nei suoi effetti concreti tanto perfetto esso non appaia. La riforma si propone di velocizzare l’iter legislativo, senza mai perdere di vista il...

Il 4 dicembre! Il Consiglio dei ministri ha dunque fissato la data del referendum con il quale gli elettori italiani confermeranno o respingeranno la riforma costituzionale approvata lo scorso aprile dal Parlamento. Dopo oltre due anni di esame, discussione e modifiche del testo, e soprattutto dopo 30 anni di tentativi di modernizzazione della nostra Carta fondamentale, il 4 dicembre avremo finalmente l’opportunità di scrivere una pagina...

L’articolo 69, oltre a far parte del più ampio disegno riformatore della riduzione dei costi, possiede anche un alto valore politico. È la disposizione che, infatti, assegna ad ogni singolo membro del Parlamento una indennità, ossia un emolumento economico corrispondente allo svolgimento dell’attività parlamentare. In sostanza, lo stipendio. La riforma costituzionale modificherà radicalmente questo disposto, eliminando lo stipendio dei...

Il disposto dell’articolo 68 è sicuramente uno dei più insidiosi, ed è stato oggetto di continue interpretazioni, giuridiche e politiche, sin dall’inizio della storia Repubblicana. La riforma costituzionale non prevede alcuna modifica. La previsione originaria dell’articolo 68 stabiliva che ‘I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.’ Continuava...

Domani il Consiglio dei Ministri stabilirà la data del referendum costituzionale, che secondo i termini di legge si terrà in una domenica compresa tra il 50esimo e il 70esimo giorno dalla riunione dell’esecutivo. Tutto come previsto, nonostante il tentativo di trasformare la fissazione della data in un “tormentone” estivo più consono a un settimanale scandalistico che a un confronto sulla riforma costituzionale. Da domani...

Esattamente un anno fa, nel corso della discussione al Senato sulla riforma costituzionale, il senatore Roberto Calderoli presentò 82 milioni di emendamenti, generati attraverso un computer. Non si trattava di proposte di modifica di senso compiuto, il generatore si era limitato a produrre parole e numeri in serie senza alcuna valenza concreta, esclusivamente nel tentativo di paralizzare i lavori parlamentari. Tra i milioni di emendamenti di...

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Voto sì perché

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Cristina Favati

Insegnante
Voto sì per ridurre i costi della politica, per avere un parlamento più agile, che possa fare le leggi in tempi brevi. Per un paese più semplice per i miei figli.
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Monica Marinoni

Commerciante
Voto SI, perché voglio dare ai miei figli, e glielo devo, un'Italia per cui restare. Niente più veti e ricatti, per colpa di Camere elette con maggioranze diverse. Meno burocrazia parlamentare. Leggi in tempi veloci. Meno costi per politica. Governi stabili. Semplificare per rispondere alle esigenze dei cittadini.
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Orazio Puglisi

Pensionato
Voto Sì perché non capisco tutti quelli che stanno facendo una battaglia per il no favorendo i vari Brunetta, Grillo & company.
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Vito Cassone

Impiegato
Voto Sì perché dopo svariati decenni viene data ai cittadini l'opportunità di cambiare in meglio la nostra Costituzione e renderla più idonea ai nostri tempi.
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Alfio Buonfiglio

Professionista "poco libero"
Voto Sì perché tra 40 giorni nascerà la mia nipotina Chiara e desidero per lei una Italia migliore.
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Ruggiero Crudele

Informatico
Voto Sì per un Paese che funzioni con Istituzioni snelle ed efficienti al servizio del Bene Comune.
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Mario Pennisi

Geometra
Voto Sì perché è da vent'anni che se ne parla, e finalmente è arrivata l'ora.
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Arianna Toniolo

Consulente in organizzazione
Voto Sì perché è ora di diventare un Paese più moderno, più veloce nel prendere le decisione togliendo gli alibi.
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Dario De Angelis

Impiegato
Voto Sì perché meglio un cambiamento parziale che nessun cambiamento.
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Monica Vittone

Imprenditrice e assessore
#iovotoSìperchè è ora che l'Italia abbia un nuovo futuro, che torni ad essere forte, sono oltre 30 anni che nessuno si prende la responsabilità di rendere questo Paese più semplice e vicino ai cittadini adesso #bastaunsi per dare inizio ad una nuova storia, #bastaunsì per un futuro migliore! E saranno i cittadini a decidere.
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Marcello Dinetti

Pensionato
Voto Sì perché il bicameralismo è una delle cause del mal funzionamento  della nostra democrazia. Lo Stato, come è organizzato oggi, non è efficiente. I governi devono poter durare un’intera legislatura. Una democrazia che non decide è inutile. Inoltre i costi della politica sono troppo elevati.
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Ginevra La Russa

Responsabile commerciale
Voto Sì perché dobbiamo entrare nel futuro, basta sognare un Paese più veloce e coraggioso: il momento è ADESSO!
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Filippo Russo

Agente di commercio
Voto Sì perché spero di contribuire al cambiamento che gli italiani aspettano da troppo tempo.
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Davide Boarato

Studente lavoratore
Voterò SÌ perché finora non è mai cambiato nulla se non i 63 governi che si sono susseguiti in 70 anni di Repubblica. Voterò SÌ perché ho 29 anni e voglio avere un futuro in Italia, in un paese che sia governabile, con meno sprechi e più riforme.
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Andrea Ferrante

Studente
Voto sì perché voglio un Paese con meno burocrazia, più trasparente e con meno poltrone.  
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Agostino Borzì

Agronomo
Voto Sì perché vorrei l'iter parlamentare più veloce, ridurre i costi, e soprattutto perché tutti dicono No.
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Alessandro Nardelli

Dirigente cooperativo
Voto Sì per cambiare in meglio l'Italia. Grazie a questo referendum finalmente le leggi saranno approvate in tempi più brevi, i costi e i privilegi della politica scenderanno, saranno eliminate 215 poltrone, enti inutili, e ci sarà più spazio per la partecipazione popolare grazie all'introduzione del referendum propositivo.
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Angelina Scanu

Consulente aziendale
Voto Si per un Italia più semplice, più politica con meno politici, meno sprechi di tempo e denaro. Per una democrazia partecipativa e un governo stabile.
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Nicola D’Ambrosi

In attesa d'occupazione
Voto Sì perché la riforma Boschi è un “salto di qualità” per il sistema politico italiano, al quale si dà respiro dopo decenni di procedure legislative lente, macchinose e costose.
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Mario Pingerna

Commercialista
Voto sì perché “se ci sei si sente la tua presenza, se non ci sei non si sente la tua mancanza”. Se vuoi che cambi qualcosa devi far sentire la tua presenza altrimenti tutto continua così come è sempre stato e non si sente la tua mancanza.