Basta un sindaco

I Sindaci d’Italia a favore del sì al Referendum Costituzionale

Sì al referendum per una Repubblica più giusta, più semplice, più moderna

“La nostra Costituzione è bellissima!” Inizia così la lettera appello che Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e Angelo Rughetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, d’intesa con il senatore Roberto Cociancich, coordinatore dei volontari per il Sì al referendum costituzionale, hanno inviato ai sindaci italiani per invitarli a costituire insieme il Comitato nazionale dei Sindaci per il SI e a mobilitarsi sui territori.

“Il referendum”, si legge nella lettera proposta dall’ex Presidente e dall’ex Segretario generale dell’ANCI, “dovrà essere l’occasione per le nostre comunità per promuovere la conoscenza della Costituzione e per approfondire come la seconda parte sia lo strumento per rendere effettivi ed esigibili i diritti ed i doveri proclamati nella prima”.

“La riforma costituzionale – scrivono gli autori della lettera appello – è il punto di approdo della serie di riforme prodotte in questa legislatura. Tutte unite da un filo rosso: fare del nostro Paese una Repubblica più giusta, più semplice e moderna”. E ancora: “Con la fine del bicameralismo perfetto, la trasformazione del Senato in Camera dei territori, la riduzione del numero dei senatori e l’abolizione delle Province si ottengono importanti risultati: un iter legislativo più rapido e snello, un forte e diretto raccordo tra il nuovo Senato e le autonomie locali, una riduzione consistente dei costi della politica“.

La mobilitazione per dei Sindaci per il si al referendum deve esserci, secondo Delrio e Rughetti, per “continuare a contare sulla flessibilità dei conti pubblici guadagnata questo anno in sede europea e che ci ha consentito di eliminare il patto di stabilità, di rifare le scuole, di investire 700 milioni in periferie, combattere la povertà, sbloccare le opere pubbliche e riaprire i contratti di lavoro”.

“Il Si al referendum – dicono i sottoscrittori – vuol dire puntare sulla crescita. Se prevalesse il NO l’Italia tornerebbe dentro le sacche delle politiche di austerity e dovrebbe abbandonare gli spazi di flessibilità che il Governo Renzi ha guadagnato sui tavoli negoziali europei”.

L’appello ha già raccolto l’interesse ad aderire da parte di 1100 primi cittadini e si sta integrando di nuove adesioni nei prossimi giorni.

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